Fitosanitaria
Processionaria del pino: monitoraggio con trappole e strategie di lotta
Monitoraggio stagionale della processionaria del pino con trappole a feromoni, soglie di intervento, lotta biologica con Bacillus thuringiensis, endoterapia e normative.
In sintesi
- La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero defogliatore il cui monitoraggio stagionale combina trappole a feromoni (catture adulti estive), ispezioni visive dei nidi (autunno-inverno) e conteggi larvali (primavera).
- La strategia di lotta è integrata: endoterapia a fine estate sui pini a rischio, trattamenti aerei o al suolo con Bacillus thuringiensis var. kurstaki contro larve giovani (ottobre-novembre), rimozione manuale nidi in inverno, eliminazione processioni primaverili.
- La lotta è obbligatoria ai sensi del D.M. 30/10/2007 e della normativa fitosanitaria regionale: la processionaria è classificata come organismo nocivo da contenere, con obblighi per proprietari di terreni e alberi.
- Il contatto con peli urticanti delle larve causa reazioni cutanee, oculari e respiratorie, anche gravi negli animali domestici: in giardini frequentati da bambini e cani la gestione fitosanitaria è priorità di sicurezza.
Introduzione
La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è uno dei problemi fitosanitari più rilevanti per i pini lombardi. Colpisce pino nero, pino silvestre, pino marittimo, pino domestico e cedri, defogliandoli per rafforzare anno dopo anno l’infestazione. Ma il problema non è solo vegetale: le larve, soprattutto negli stadi avanzati, sono ricoperte di peli urticanti che causano reazioni cutanee, oculari e respiratorie gravi in persone e animali domestici. In parchi urbani, scuole, giardini condominiali, il tema diventa di sicurezza prima che di estetica.
In questa guida spieghiamo come monitorare la processionaria nel giardino privato e nelle aree condominiali, con trappole a feromoni e ispezioni visive, e come impostare una strategia di lotta integrata che combina endoterapia, trattamenti al suolo con Bacillus thuringiensis, rimozione nidi e gestione delle processioni primaverili. Riferimenti normativi inclusi.
Ciclo biologico in Lombardia
Il ciclo annuale della processionaria si svolge in tre fasi:
Estate (giugno-settembre): volo degli adulti e ovodeposizione
Gli adulti (piccole farfalle marroni attive di notte) sfarfallano fra fine giugno e metà settembre, con picco fra luglio e agosto. Le femmine depongono uova in spire intorno agli aghi dei pini, a 2-5 m di altezza. Le ovature sembrano piccole “scope” ricoperte di squame grigiastre.
Autunno (ottobre-novembre): larve giovani e costruzione dei nidi
Dalle uova schiudono larve di primi stadi (L1-L2-L3) che iniziano a nutrirsi degli aghi e costruiscono i primi nidi sericei in cima ai rami. In questa fase le larve sono ancora piccole, poco urticanti, vulnerabili ai trattamenti.
Inverno (dicembre-febbraio): nidi strutturati
I nidi sericei bianchi sono ora voluminosi e visibili, spesso in cima ai rami esposti al sole. Le larve (ormai L4-L5) vivono dentro nidi isolanti, escono solo in giornate miti per alimentarsi.
Primavera (febbraio-aprile): processioni al suolo
In primavera, a temperature miti, le larve abbandonano il nido in processioni ordinate (capofila e seguito) e scendono al suolo per incrisalidare. È la fase di massima pericolosità per persone e animali: le larve mature sono ricoperte di peli urticanti che si staccano al minimo stress.

Monitoraggio: conoscere prima di intervenire
Trappole a feromoni
Le trappole a feromoni sessuali catturano maschi adulti in volo, permettendo di stimare l’entità dell’infestazione e il momento giusto per i trattamenti larvicidi successivi.
Caratteristiche operative:
- Tipo: trappole a delta o a imbuto, specifiche per Thaumetopoea pityocampa.
- Feromone: diffusori commerciali registrati, sostituzione ogni 6-8 settimane.
- Collocazione: a 2-3 m di altezza, su pini o in prossimità (distanza max 10 m da pini).
- Distanza fra trappole: 60-80 m in parchi, 100-120 m in aree aperte.
- Periodo: da metà giugno a metà settembre.
- Lettura settimanale: conteggio catture, annotazione data.
Soglie indicative
- <5 catture/settimana: infestazione bassa, monitoraggio.
- 5-30 catture/settimana: infestazione media, trattamento larvicida autunnale consigliato.
- >30 catture/settimana: infestazione alta, intervento obbligato con strategia integrata.
Ispezione visiva dei nidi
In autunno (ottobre-novembre) e inverno (dicembre-febbraio) si eseguono ispezioni visive dei pini:
- nidi giovani (autunno): piccole “matasse” bianche in cima a rami laterali;
- nidi maturi (inverno): strutture sericee bianche voluminose, ben visibili anche da lontano.
Conteggio nidi per pianta, annotazione della posizione, stima del livello di infestazione per esemplare.
Controllo ovature estive
Ispezione dei getti apicali estivi: le ovature sono spire bianco-grigiastre di 3-5 cm, avvolte attorno alle coppie di aghi. La loro presenza in numero significativo conferma l’infestazione.
Strategia di lotta integrata
Non esiste un singolo trattamento risolutivo. La lotta efficace combina più strumenti nelle diverse fasi del ciclo.
1. Endoterapia estiva-autunnale (agosto-settembre)
Iniezione di insetticida sistemico direttamente nel tronco tramite apposita strumentazione e piccoli fori calibrati. Il principio attivo viene trasportato dal flusso linfatico nella chioma, intossicando le larve che si nutrono degli aghi trattati.
Vantaggi:
- nessuna dispersione ambientale (no deriva);
- efficace su alberi alti (oltre 10-15 m) dove il trattamento al suolo è poco penetrante;
- adatto a contesti urbani, scuole, aree pubbliche frequentate.
Limiti e requisiti:
- patentino fitosanitario obbligatorio (D.Lgs. 150/2012);
- attrezzatura professionale specifica;
- principi attivi registrati per questo uso;
- pianta in buono stato per sostenere il trattamento;
- effetto non permanente, ripetizione ogni 1-2 anni.
2. Trattamenti larvicidi con Bacillus thuringiensis (ottobre-novembre)
Il Bacillus thuringiensis var. kurstaki (Btk) è un batterio ad azione insetticida selettivo su lepidotteri, ammesso in agricoltura biologica e ampiamente usato contro processionaria.
Finestre di applicazione:
- pianura lombarda: inizio ottobre - prima settimana di novembre;
- zona prealpina e lacustre: fine settembre - metà ottobre (clima più fresco, larve più precoci).
Tecniche:
- trattamento aereo con elicottero: su aree estese (boschi, parchi grandi), richiede autorizzazioni specifiche;
- atomizzatore montato su trattore o veicolo: per viali alberati;
- lancia ad alta pressione da terra: per pini alti in giardini privati;
- pompa a spalla: per pini di piccola-media dimensione.
Efficacia: 80-95% di mortalità se applicato su larve giovani (L1-L3). Scarsa efficacia su larve già formate.
3. Rimozione manuale nidi in inverno
Nei giardini privati con pini accessibili, la rimozione fisica dei nidi è un intervento importante.
Operativo:
- finestra: dicembre-febbraio.
- condizioni: giornate fredde (larve poco attive dentro il nido), vento assente.
- attrezzatura: asta telescopica con sega o forbice, piattaforma aerea se necessario.
- DPI completi: tuta tyvek monouso, maschera FFP3, occhiali a tenuta, guanti, scarpe chiuse.
- Smaltimento: incenerimento controllato (dove consentito) o sacchi sigillati smaltiti come rifiuto speciale.
Mai strappare i nidi senza protezioni: i peli urticanti restano attivi anche sui nidi staccati.
4. Gestione delle processioni primaverili
A febbraio-aprile le larve scendono al suolo. In giardini frequentati:
- evitare accesso a persone e animali nelle zone sotto i pini infestati;
- raccogliere le processioni con attrezzi (pale, sacchi) e DPI completi, smaltirle in sacchi sigillati;
- collari di feltro attorno al tronco dei pini: impediscono la discesa delle larve, fornendo una barriera meccanica.

Gestione in contesti specifici
Giardini privati con pini ornamentali
In un giardino familiare con 2-4 pini la strategia tipica è:
- trappole di monitoraggio in estate;
- endoterapia sui pini principali a fine agosto-settembre;
- trattamento con Btk a ottobre se soglie elevate;
- rimozione nidi in gennaio-febbraio;
- esclusione accesso ai bambini sotto pini in primavera.
Aree condominiali con pini
Gestione da affidare a impresa specializzata con patentino fitosanitario. Tipicamente:
- piano fitosanitario pluriennale con cronoprogramma;
- comunicazione preventiva agli abitanti;
- coordinamento con l’amministratore per autorizzazioni;
- documentazione dei trattamenti.
Parchi pubblici e spazi scolastici
La lotta è di competenza dell’Ente proprietario con obblighi rafforzati. Si privilegiano:
- endoterapia (minimo impatto ambientale, zero deriva);
- Btk (ammesso in biologico, selettivo);
- orari di intervento fuori dalla frequentazione;
- segnaletica di avviso;
- rimozione nidi con squadre specializzate.
Effetti sanitari e rischi
Sintomi nelle persone
- Pelle: dermatiti, prurito, eritema pomfoide, vescicole.
- Occhi: congiuntiviti, cheratiti, nei casi gravi ulcerazioni corneali.
- Vie respiratorie: tosse, asma, sensibilizzazioni.
- Ingestione accidentale (bambini che toccano e portano le mani in bocca): edema di bocca e lingua, reazione sistemica.
Sintomi negli animali
Cani e gatti che leccano o mordono le processioni possono riportare necrosi della lingua, edemi del muso, shock anafilattico. Intervento veterinario urgente: lingua necrotica è spesso irreversibile, con esiti gravi.
Prevenzione
- Ispezionare i pini prima di attività all’aperto in giardino (primavera).
- Interdire accesso ai cani nelle zone sotto i pini infestati.
- Informare i vicini e gestire condivisamente il verde comune.
Normativa di riferimento
- D.M. 30/10/2007: lotta obbligatoria contro Thaumetopoea pityocampa, individua competenze e obblighi.
- Servizio Fitosanitario Regionale Lombardia: definisce zone a sorveglianza, obblighi specifici, prescrizioni.
- D.Lgs. 150/2012 e PAN: disciplina uso sostenibile fitofarmaci, patentino, tenuta registro trattamenti.
- D.Lgs. 81/2008: sicurezza del lavoro per tecnici che operano in altezza, con DPI, su alberi con peli urticanti.
- Regolamenti regionali e comunali: in alcune aree protette o vincolate possono limitare le tecniche utilizzabili; sempre verificare.
- Art. 2051 c.c. (responsabilità da cose in custodia): proprietario di pianta infestata è responsabile per danni a terzi.
Errori ricorrenti
- Ignorare il problema fino alla comparsa delle processioni: in quella fase le larve sono già al massimo di pericolosità.
- Rimuovere nidi senza DPI: reazioni gravi garantite.
- Trattamenti tardivi con Btk (dicembre-gennaio): larve già formate, scarsa efficacia.
- Endoterapia su piante in cattive condizioni: stress ulteriore, limiti di efficacia.
- Strategia a macchia di leopardo: un pino trattato e il vicino no, reinfestazione rapida.
- Affidarsi a prodotti non specifici: insetticidi generici su processionaria producono risultati modesti.
Quando chiamare un professionista
La lotta alla processionaria richiede quasi sempre competenze professionali: altezza dei pini, tossicità dei peli, scelta dei prodotti, attrezzature, normativa. Intervento di un’impresa qualificata è raccomandato quando:
- pini oltre 5-6 m di altezza;
- infestazione con più di 2-3 nidi per pianta;
- presenza in giardino di bambini, anziani, animali domestici;
- contesto condominiale o aziendale;
- applicazione di endoterapia o Btk.
Conclusione
La processionaria del pino si gestisce con un approccio stagionale, integrato, pianificato: trappole estive per il monitoraggio, endoterapia di fine estate sui pini principali, Btk in autunno sulle larve giovani, rimozione nidi in inverno, attenzione operativa alle processioni primaverili. Ogni fase omessa indebolisce l’intera strategia. La posta in gioco non è solo estetica ma sanitaria.
Se hai pini in giardino o in area condominiale con nidi visibili, catture elevate o infestazioni ricorrenti, richiedi un sopralluogo fitosanitario: valutiamo lo stato degli alberi, installiamo un piano di monitoraggio e intervento, con preventivo personalizzato. Operiamo in tutta la Lombardia con tecnici abilitati ai sensi del D.Lgs. 150/2012, dotazioni per endoterapia e squadre specializzate nella rimozione nidi.
Domande frequenti
Quando si installano le trappole a feromoni per processionaria?
Le trappole a feromoni per gli adulti si installano da metà giugno a metà settembre in Lombardia, con picco di catture fra luglio e metà agosto. Si collocano a 2-3 metri di altezza sui pini o nelle loro vicinanze, con distanza di 60-80 metri fra trappole. Le catture settimanali indicano l'intensità del volo e orientano la scelta e la tempistica dei trattamenti larvicidi autunnali.
Il Bacillus thuringiensis funziona davvero?
Sì, il Bacillus thuringiensis var. kurstaki (Btk) è altamente efficace su larve giovani (L1-L3) della processionaria, con mortalità 80-95%. Va applicato quando le larve sono piccole (tipicamente ottobre-primi di novembre in Lombardia), prima che entrino nei nidi invernali. Su larve già formate nel nido è poco efficace. Trattamento per via aerea (autorizzazione speciale) o con lance ad alta pressione da terra per pini di grande dimensione.
L'endoterapia serve davvero contro la processionaria?
L'endoterapia (iniezione endoxilematica di principi attivi nel tronco) è uno strumento utile per pini monumentali, esemplari isolati, alberi dove il trattamento al suolo è impraticabile. Si esegue a fine estate-primi autunno, prima della schiusa delle larve. Richiede tecnici abilitati ai sensi del D.Lgs. 150/2012, prodotti registrati per l'uso, attrezzature specifiche. Risultato: la pianta assimila l'insetticida sistemico e le larve alimentandosi ne restano intossicate.
Devo rimuovere i nidi in inverno?
Sì, se presenti e raggiungibili. I nidi sericei invernali contengono larve già formate, pericolose per contatto. Rimozione con asta telescopica provvista di sega o pinza, DPI completi (tuta tyvek, maschera FFP3, occhiali, guanti), distruzione dei nidi per incenerimento o smaltimento dedicato. Operazione ben eseguita richiede tecnici formati: i peli urticanti restano pericolosi anche su nidi raccolti.
C'è obbligo di lotta alla processionaria?
Sì. Il D.M. 30/10/2007 dichiara la processionaria organismo nocivo e prescrive obblighi di lotta. In Lombardia il Servizio Fitosanitario Regionale può imporre interventi su aree infestate. I proprietari di alberi infestati sono responsabili della lotta: inerzia può configurare responsabilità per danni a persone terze che entrano in contatto con peli urticanti, oltre a sanzioni per inadempienza normativa.
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